
Ricco di spunti, interessantissimo, il sesto incontro di “Sulla scena del crimine – Riflessioni su carcere e dintorni”, rassegna patrocinata da Provincia di Pescara e Museo delle Genti d’Abruzzo e ideata da Francesco Lo Piccolo, Presidente di Voci di dentro, Luigi Di Fabio, gestore del Caffè Letterario Cinquesensi e Paola Sardella, Consigliera di parità della Provincia di Pescara. Nei locali ricavati nell’antica fortezza di Pescara, in via delle Caserme 64, e che nell'Ottocento fu il Bagno Penale dei Borboni dove vennero imprigionati i protagonisti del Risorgimento, il tema della giornata ha avuto per titolo “AFFAMATI”, titolo perfetto per due ospiti d‘eccezione come Rita Bernardini e Gabriella Stramaccioni che da sempre si battono per affermare diritti, giustizia e verità. “Mi sono sentito come un trasporto valori” ha detto Claudio Bottan Vicedirettore di Voci di dentro, in apertura del convegno, parlando del suo viaggio con le due relatrici da Roma a Pescara.
Rita Bernardini oltre ad aver parlato dei disagi e delle sofferenze patite in carcere da oltre 62 mila persone ristrette in spazi per 45 mila persone, dei diritti negati a cominciare dal lavoro e dalla sanità, ha annunciato di aver sospeso lo sciopero della fame incominciato il 23 aprile per dare forza all’Appello di Nessuno tocchi Caino per un anno di riduzione di pena per tutti i detenuti e per chiedere di eliminare dal Decreto-legge “Sicurezza” tutte le parti incostituzionali e, in particolare, sia il nuovo reato di resistenza passiva nelle carceri e nei Cpr, sia la nuova normativa sulle detenute madri. “Ho preso questa decisone - ha spiegato Bernardini - in segno di riconoscimento per l’intervento del presidente del Senato, Ignazio La Russa, il quale, durante un convegno sul sovraffollamento carcerario che si è tenuto alla Camera presente don Riboldi e molti cappellani degli istituti di pena italiani, ha espresso il suo sostegno alla proposta di legge sulla liberazione anticipata dei detenuti.
Gabriella Stramaccioni, già garante dei diritti dei detenuti di Roma, ha ripercorso le tappe della sua denuncia su vitto e sopravvitto (latte allungato con acqua, salsicce piene di colorante, carne scaduta) poi sfociata in una inchiesta che attualmente vede a processo l’azienda fornitrice.
Giovedì 22 la rassegna “Sulla scena del crimine – Riflessioni su carcere e dintorni” prosegue con la presenza del professor Giuseppe Mosconi, già docente all'università di Padova disociologia del diritto e Vincenzo Scalia, docente di socologia della devianza all'Università di Firenze. Il titolo della giornata è "Il bastone è la carota".