La galera fa curriculum

23 Feb 2026 Elvira Giancaterino

“La galera fa curriculum” e’ il titolo provocatorio dell’incontro in programma a Penne il 26 febbraio alle 15 nella sala polivalente organizzato da Arazzeria Vestina66 e “Voci di dentro”, la rivista ideata da Francesco Lo Piccolo che si occupa di progetti legati al mondo della detenzione. Un momento di confronto senza giri di parole con il pubblico per raccontare un mondo complesso e a rischio, oggi più che mai in ogni angolo del pianeta.Uno dei relatori e’ Claudio Bottan, ex imprenditore che in carcere ci è finito davvero cambiando pelle. In attesa di incontrarlo dal vivo gli abbiamo fatto qualche domanda e abbiamo sorriso della sua pungente ironia.

Ex imprenditore, ex detenuto, scrittore, volontario, fammi un riassunto per invitare la gente a venire ad ascoltarti e raccontati in poche righe. 

“Colto dal delirio di onnipotenza, dopo una vita trascorsa a rincorrere soldi e potere mi sono ritrovato nella cella puzzolente e sovraffollata di un carcere, il primo di tanti. È iniziata così la discesa negli inferi, un lungo cammino attraverso la disperazione che si incontra nei penitenziari tra povertà, malattia e dipendenze. Ho cercato di non sprecare il tempo della pena e, soprattutto, di dare un senso alla sofferenza. Mi sono salvato grazie agli incredibili incontri che, a caso ma forse non per caso, ho avutolungo il cammino”.

Porterai con te la tua compagna di vita, cosa vorreste passasse a chi vi ascolterà?

“Il viaggio è la mia unica cura” dice Simona. La sclerosi multipla in forma progressiva le ha tolto l’uso di gambe e braccia ma non le ha rubato la voglia di vivere e di continuare a fare progetti per il futuro. Non si capisce bene chi dei due è la stampella dell’altro: cerchiamo di raccontare “le nostre prigioni”, anche con ironia, per provare a trasmettere un messaggio di speranza.

Cosa ti lega all’Abruzzo e agli istituti di pena della nostra regione, ci sono progetti in costruzione?

“Sono volontario dell’associazione Voci di dentro di Chieti, un modo per rimettere in circolo il bene che ho ricevuto dal volontariato durante la permanenza in carcere e anche dopo, quando si trattava di ricominciare. Con Simona portiamo la nostra piccola testimonianza nelle scuole, nelle università e nelle carceriper provare a demolire il pregiudizio nei riguardi di ciò che non si conosce: quale miglior modo se non un ‘delinquente’ e una ‘handicappata’ che si raccontano senza filtri?”.

Perché una persona dovrebbe andare ad ascoltare ciò che ha da dire un avanzo di galera?

“Mangiano gratis, riposano e guardano la televisione a spese nostre…Potrebbe essere l’occasione questa dell’incontro pennese per dare sfogo senza filtri a tutte le domande sul mondo sconosciuto della galera che, per pudore o buonismo, di solito rimangono in sospeso…”.

questo articolo è stato pubblicato su lacerba on line