Nessuno deve morire chiedendo aiuto

30 Jul 2026 Marcello Maria Pesarini

“Appena dieci giorni fa avevamo riunito attorno ad Antigone decine di associazioni aderenti all’Alleanza per la difesa dell'articolo 27 della Costituzione per riorganizzare le fila di una rete che per prima scelta ha quella di non giudicare e di non identificare nessuna persona con il reato o i reati commessi, e ci troviamo a denunciare la morte di Abderraim Fakir  avvenuta domenica 19 luglio, durante un intervento della Polizia e del 118 sfociato in una morte sul selciato, con tanto di presunta Mossa Floyd, lacci alle gambe ai polsi e intervento di un cittadino a dare man forte alla Polizia”
Queste le parole di Andrea Bellardinelli di Sinistra Italiana.
Sotto un sole che poteva da solo scaldare gli animi e rendere faticoso l’eloquio di tutti e tutte, decine di cittadini hanno espresso la rabbia unita al fermo proposito di cambiare il modo di affrontare il disagio sempre più diffuso in una società impoverita, repressa da un governo che ha un particolare odio verso i giovani.
Sinistra Italiana di Ancona ha assicurato la assunzione di responsabilità davanti alle forze dell’ordine ma non ha voluto firmare l’iniziativa per lasciare il più possibile liberi gli interventi.
Davanti ad una presenza di Polizia apparentemente sovradimensionata ma poi distribuita con discrezione, si è andati dalla denuncia di uno Stato che toglie ai poveri per dare ai ricchi, che toglie istruzione per togliere futuro (ACU Gulliver Universitaria), alla aperta presa di posizione della Collettiva Nate Intere che rifiuta di essere protetta dalla Polizia e chiede conto allo Stato delle persone morte mentre erano in sua custodia (Stefano Cucchi, Giuseppe Uva, Federico Aldrovandi, Francesco Mastrogiovanni, Igor Squeo, casi riaperti, ancora chiusi e che hanno portato la verità a galla). 
Ci sono stati interventi di operatori sanitari che vogliono poter svolgere il loro lavoro senza condizionamenti né protocolli contrari alla loro deontologia, ricordando anche la legge del mare sul reciproco soccorso che i governi succedutisi in Italia cercano di ingabbiare.
Gl intervenuti hanno infatti portato la parola dei collaboratori della Global Sumud Flotilla, di Amnesty, della Rete Marchigiana per la Palestina, questi ultimi rilanciando l’appuntamento di oggi  30 luglio, data in cui il corteo partirà dal quartiere degli Archi, zona storica di pescatori, ora fra i più multietnici della città, e marcerà verso il Piano S. Lazzaro, altra melting pot della città, dove a partire dal 2008 sono nate marce della Convivenza organizzate dalla Rete Migranti Diritti Ora!
Il momento di risposta della città c’è stato, ribadito il giorno seguente dalla Pastasciutta Antifascista con tanto di raccolta di fondi per scuola Sumud in Palestina.
Al lavoro, alla lotta!  Esse comprendono: individuare battaglie su cui chiamare al confronto le istituzioni per allargare le esperienze di dopo scuola popolari, di estensione dei presidi sanitari, contrastare l'assurda legge chiamata Anti Kebab, che vorrebbe vedere rifiorire i centri storici con le eccellenze italiane, quando il vero problema è il caro affitti che causa il fuggi-fuggi degli esercizi, e di conseguenza la morte civile delle zone abitate e la nascita di quartieri dormitorio.
Lasciamoci con questi primi propositi mentre il lavoro da fare deve diventare degli abitanti, e non solo dei loro, pur onesti, rappresentanti.