Sicurezza: da un decreto all'altro contro la Costituzione
12 May 2026 Voci di dentro Disegno tratto daLa sicurezza è un diritto. Si è sicuri perché sono garantiti la salute, il lavoro, l'istruzione... Ma da bene sociale e pubblico, la sicurezza è diventata bene privato, non più garantuito a tutti. Considerato ciò, Voci di dentro dichiara: "Continua di decreto in decreto, l’operazione eversiva di questo governo (peraltro preceduta da tanti altri simili provvedimenti avviati da governi di diverso colore) per esautorare il Parlamento e procedere spediti verso la cancellazione dello Stato di diritto. Passo dopo passo, senza più mascheramenti, si costruisce uno Stato di polizia fatto di Daspo e fogli di via, di zone rosse e celerini in assetto di guerra permanente. Uno Stato di sanzioni e pene aggravate per migranti e marginali, dove il potere - compreso quello giudiziario, sempre più addomesticato per colpire solo le classi deboli - è esercitato senza limiti o contrappesi.
Fermo preventivo di polizia comunicato solo al pubblico ministero senza convalida del giudice, riduzioni sempre più stringenti alla libertà di manifestazione, limitazioni al gratuito patrocinio, sono solo alcuni degli ultimi provvedimenti approvati in questi giorni e che sono l’ennesima conferma di come stia cambiando questo paese.
Paese sempre più autoritario. Paese sempre più caserma (tacere e obbedire). Come è sempre più caserma e luogo di sofferenza (senza respiro, come auspicava l’ex sottosegretario Delmastro) lo stesso carcere. E lo dimostra anche la nuova bozza di decreto ministeriale che prevede una nuova Direzione Generale della Polizia Penitenziaria fuori dal coordinamento del Capo DAP, e che in concreto metterà il Gruppo Operativo Mobile, l’Ufficio per la sicurezza personale e la vigilanza, il Nucleo Investigativo Centrale e il Gruppo di Intervento Operativo, alle dipendenze di questo nuovo direttore generale. Con il chiaro intento di eliminare la dipendenza gerarchica della polizia penitenziaria agli stessi direttori degli istituti sempre più svuotati di ogni potere e di allontanare la polizia penitenziaria dal quadro istituzionale (vigilanza e rieducazione) per farne un corpo separato, autonomamente gestito, e orientarla sempre più verso una visione puramente securitaria.
E lo dimostra, ancora, il via libera alle operazioni nei penitenziari dei nuclei investigativi sotto copertura, autorizzando gli agenti di polizia penitenziaria di fingersi detenuti per indagare su mafia, traffico di droga, rivolte e reati contro la pubblica amministrazione; addirittura con la garanzia dello scudo penale. All’insegna di una sola parola: ordine e obbedienza e non certo giustizia. Al di fuori della Costituzione, tradendo lo spirito della riforma del '75 e le pur poche riforme successive che li voleva partecipi del trattamento rieducativo; e senza neppure prevedere, come in altri paesi europei (Francia e Germania ad esempio), l’autorizzazione e il controllo dell’autorità giudiziaria.
E lo dimostra infine, proprio nel paese culla del pensiero di Cesare Beccaria che nel XVIII secolo illuminò il mondo con l'inutilità della tortura e la necessità di pene umane, il risultato del settimo rapporto del Comitato ONU contro la tortura (CAT) che in 47 paragrafi solleva gravi interrogativi sullo stato dei diritti umani nel nostro Paese.
Estremamente preoccupati, mentre con allarme vediamo farsi sempre più vicino un clima da delazioni anonime, spie negli ambienti di lavoro e nei condomini, oltre che nelle carceri, Voci di dentro condanna con forza questo governo dell'esclusione dove la sicurezza come bene sociale ed effetto del buon governo è diventata una risorsa privata, un bene privato e non più di tutti, non più garantito a tutti. Un governo che è contro la Costituzione; nelle carceri e nella società".