
L’articolo 37 del Regolamento Penitenziario stabilisce che i detenuti e gli internati usufruiscano di sei colloqui al mese. Tuttavia, per i condannati per reati gravi previsti dall’articolo 4-bis della legge sull’ordinamento penitenziario (i c.d. reati ostativi), il numero scende a un massimo di quattro. Nessuno parla di loro, eppure le compagne dei detenuti scontano una pena invisibile, un “ergastolo bianco”: una condanna senza sconti e senza liberazioni anticipate, fatta di un amore che non ha più una casa in cui abitare, sospeso com’è tra le pareti domestiche e la soglia gelida di un istituto penitenziario, dove ogni legame viene costantemente messo alla prova dall’assenza e dalla distanza. In un tranquillo pomeriggio d’agosto, incontro Vittoria (nome di fantasia), che mi racconta cosa significhi amare attraverso una...



